Progetto ADD Telecom Italia

Come molti sanno in Italia c’è un grosso Digital Divide (abbreviato anche come “DD”) soprattutto nelle aree rurali (ma non solo) ed è stato sottolineato anche dalla commissaria europea per le TLC Viviane Reding poichè solo il 50% di coloro che abitano nelle suddette aree possono usufruire della banda larga.

Finalmente Telecom Italia si è “svegliata” e nell’agosto del 2006 ha dato vita al “Progetto anti digital divide” che prende il nome dall’associazione Anti Digital Divide (abbreviata anche come “ADD”), che non ha niente a che vedere con Telecom Italia e che si batte per eliminare questo annoso problema oramai dal 2003.

Voi direte “Bene!” ed invece non è proprio così. Chi usufruisce del “Progetto ADD” di Telecom Italia non è così contento poichè:

  • può navigare con un PCR di soli 640kbps di downstream;
  • gli accessi disponibili sono limitati a 50/100 utenti;
  • in molte ore della giornata il servizio è paragonabile ad un modem 56k;
  • paga come una 7M, cioè 19.95€ al mese.

Praticamente il monopolista di fatto delle TLC italiane, incrementa “statisticamente” la copertura Adsl e perde poco o niente nell’offrirla a questi clienti ritenuti commercialmente “non appetibili”, ma di fatto se i clienti che attivano questa offerta sono tanti il servizio non funziona poichè la banda totale disponibile non è adeguata ed essi tornano ad essere digital divisi e non in banda larga come TI (Telecom Italia) vuol far credere.

Recentemente Telecom Italia in un suo notiziario tecnico ha “ammesso” che il servizio non funziona ed ha studiato nuove soluzioni, ma ne parleremo in una nuovo post così come parleremo anche dei minicab per chi è sotto mux/ucr.

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