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Consultazione Agcom sui 2.6GHz

L’Agcom ha indetto la Consultazione pubblica sull’utilizzo della banda di frequenze a 2.6 ghz per sistemi di comunicazione elettronica.

Mi sembra di capire che l’agcom vorrebe destinare queste frequenze ai servizi wimax o umts. Il wimax a 2.6GHz potrebbere essere più performante, in termini di copertuta, dell’attuale a 3.5GHz e sicuramente darebbe una mano più forte per sconfiggere il divario digitale.

Linkem e la copertura a Brescia

A Bari al momento Linkem sembra comportarsi bene. A Brescia un pò meno.

Montagnoli e Nizzi: fotografia del digital divide

Alla Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera il 25 settembre 2008 gli onorevoli Montagnoli e Nizzi ci fanno una fotografia del digital divide in italia. Ecco alcuni stralci dei loro interventi. Cominciamo con Montagnoli:

[..]Sul territorio questa copertura del 96% di adsl sinceramente non la vedo, e qui le parlo
da cittadino e le parlo anche da sindaco rappresentandole da un bel pò di anni le lamentele
continue dei cittadini e dei tantissimi amministratoti che non hanno nessun punto di
riferimemto non hanno risposte da telecom non si sa con chi parlare
,
da anni ci dicono che non ci sono i soldi che non fanno interventi sulle linee vecchie
vengono in comune a chiederci a noi sindaci di fare gli interventi, ci sono le centrali
presenti anche nel nostro territorio che non danno più numeri fissi, di telefonia fissa
,
siamo al limite, per cui rappresento soprattutto nella zona di Verona una realtà dove in
tantissimi casi manca l’adsl e tutte le [...](aziende?) si stanno attrezzando con
operatori diversi ma l’ opinione che il cittadino ha di telecom le
assicuro è pessima
. Per cui ritengo che a questo punto bisogna fare un salto, è compito
nostro, della maggioranza, dare un segnale perchè il mercato è stato bloccato dalla
posizione dominante di telecom e non è più procastinabile questa scelta
, dobbiamo assumerci
noi le responsabilità perchè vogliamo dare dei servizi alle aziende ai cittadini del nord
e del sud italia.

Poi Nizzi:

[..]Mi associo a quanto già detto il collega (montagnoli), anch’io ho fatto dieci anni
il sindaco in una piccola realtà a nord est della sardegna ad olbia,la zona industriale
di olbia, 500 aziende attive, è una vergogna che telecom non abbia provveduto a portare
l’adsl, non si può lavorare, le aziende non possono nè svilupparsi e nè partecipare a
quel piccolissimo prodotto interno lordo
dapprima regionale poi nazionale. Lo stato di
abbandono delle infrastrutture aeree, vengono fatte nuove strade, e i pali della telecom
rimangono dove sono perchè nessuno risponde perchè nessuno sà cosa fare come per
spostare un cavo e rimangono in mezzo alla città
. Noi come sindaci investiamo centianaia
migliaia di euro come cittadini, sardi, e poi la telecom non sposta un cavo. Siamo arrivati
fino all’abbattimento forzato dei pali per cercare di sollecitare telecom e questa è
una cosa che ci dispiace enormemente
[..]

Ovviamente l’interlocutore d’eccelenza a cui si rivolgevano era l’a.d. di telecom, Bernabè, che ha risposto:

Comincio dagli ultimi due interventi mi sembrano molto critici e su quali io devo dire
ho fatto una riflessione critica e autocritica fin da quando sono entrato in telecom italia
avviando immediatamente un processo di riorganizzazione dell’attività dedicata al controllo
della qualità e incentivando fortemente il miglioramento sul piano della qualità
, quindi
direi che queste proteste sopratutto a livello locale sono legittime sono da noi recepite
io personalmente e tutti i miei dirigenti hanno l’impegno di dedicare la massima attenzione
al problema del superamento delle carenze della distribuzione dell’adsl sul territorio
nazionale
, ho detto quali sono i nostri piani a questo riguardo e
direi che la nostra attenzione nei prossimi anni sarà dedicata a questo. Noi prevdeiamo
di spendere molti miliardi nei prossimi anni per il completamento della rete purtroppo
ci sono delle aree del territorio dove la rete per l’architettura originaria di rete ha
difficoltà a portare una banda sufficiente, però diciamo è un tema che è ben all’attenzione
e sul quale stiamo intervenendo
. Devo dire peraltro che questo dev’essere messo a
confronto con gli interventi fatti dagli operatori alternativi perchè giustamente da parte
di tutti ci si lamenta nei confronti di telecom italia quando tutti avrebbero la possibilità
lapossibilità d’intervenire e di fare gli investimenti. Il sistema dopo 10 anni di
liberalizzazione, posso anche ammettere che all’inizio del periodo diciamo l’atteggiamento
da parte di telecom italia e del sistema non fosse aperto alla concorrenza ma negli ultimi
anni l’apertura nei confronti della concorrenza c’è stata ed è stata molto forte
.
Questa apertura che oggi consente a qualsiasi dei nostri competitor di entrare  nelle nostre
centrali e mettere dei dslam e fare degli investimenti sulla banda larga non ha portato ad
ampliare le nostre reti[...] Ad olbia e forse da qualche parte in provicia di verona non ci
sono dei competitors che sono desiderosi di entrare quindi la responsabilità e la domanda si
sviluppa nei confronti di telecom italia
. Noi ne prendiamo atto, ne prendiamo atto con il
doveroso impegno che sentiamo nei confronti del paese per migliorare la nostra presenza e
devo garantirvi e asscurarvi che siamo tutti fortemente impegnati.[...]
La nostra rete è una delle più moderne d’Europa, c’è un problema di diffusione territoriale
e questo è un problema di cui noi sentiamo fortemente la responsabilità ma certamente uno
dei problemi che noi non abbiamo è quello di moderninazzare tecnologicamente e
archetittonicamente la nostra rete
.[..]

Bene, i due membri della commissione hanno evidenzato in maniera molto chiara ciò che succede in italia e quale sia lo stato della rete, del muro di gomma che si ci trova a fronteggiare e del non avere un referente di zona a cui rivolgersi, zone industriali trascurate etc… ed è questa ancora la realtà delle cose anche se Bernabè afferma il contrario.

E’ vero lui è da poco in telecom, quindi gran parte della colpa non è sua, ma interventi concreti non mi è parso di scorgerli se escludiamo le dichiarazioni già fatte. Poi fà una dichiarazione (vera) riguardante i problemi di architettura della rete che blocca lo sviluppo della banda larga ma alla fine di questo stralcio si legge che la rete è moderna e non ha problemi. Forse Bernabè non ha le idee molto chiare, oppure mente spudoratamente..

Sottolinea più volte l’impegno di telecom ma vorrei, e penso che tutti i digital divisi vorrebbero, “più fatti e non pugnette” come dice un famoso comico di zelig, quindi più attivazioni e più pianificazioni più zone raggiunte dal servizio della banda larga.


 

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