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La banda larga? Passi più tardi..

Parafrasando una vignetta sul DD (divario digitale) sul blog di Quintarelli, la banda larga continua ancora una volta ad essere l’ultimo dei problemi per questo o quel governo. Sarebbe stata una pioggia di milioni (“fino a 800Mln”) per i soliti noti e già questo bastava a togliere gli entusiasmi, ma tant’è almeno qualcosa si stava facendo.. Questa mattina su La Stampa leggo un’intervista di Scajola che ribadisce:

..dobbiamo puntare sulla banda larga, per garantire a tutti i cittadini e alle imprese l’accesso a Internet

ed invece..

Basta leggere qui pe capire che a Scajola & Co non gliene frega proprio niente! (scusate il giro di parole..)
E ora Romani? Come applicherà quel famoso piano?

Beh allora sto’ “Rapporto”?

Negli ultimi giorni di marzo sembrava che finalmente il momento della pubblicazione del “Rapporto Caio” fosse vicino e che nei primi giorni di Aprile sarebbe magari comparso e reso fruibile a noi comuni mortali.

Infatti le ultime dichiarazioni in merito di Scajola e Romani erano orientate a presentare il Rapporto Caio nella “prima settimana di aprile” ma per il momento nulla. Se ne sono dimenticati? C’è qualche intoppo?

Dateci un segno, please.

Rapporto Caio

Prime indiscrezioni del “famigerato” rapporto Caio consegnato oggi a Scajola e a Romani.  Dal sole24ore:

…..
Il rapporto.
Adesso, però arriva il rapporto di Caio. Tre sono le opzioni. Con la prima si punta alla conquista della «leadership europea». Per questo viene proposta la creazione di una azienda di rete che permetterebbe la copertura di cento città arrivando nel 50% delle case grazie ad un piano nazionale. Caratteristiche della rete: Ftth (fibre-to-the-home) point to point, integrata di fibre e rame. La prima opzione, che dunque include la possibilità di scorporare la rete fissa da Telecom, è motivata con la considerazione che, se non viene attivata una soluzione del genere, «il rischio è di accorgersi troppo tardi che l’infrastruttura non è sufficiente a fronteggiare la domanda». La seconda opzione è «per stare al passo con l’Europa» come sistema Paese. Il focus è su una rete in fibra di nuova generazione che permetta la copertura del 25% delle case. La terza soluzione offerta da Caio, infine, è la flessibilità sul territorio con un investimento pubblico limitato e la copertura di 10-15 città. Lo strumento, nel terzo caso, sarebbe la nascita di reti locali in fibre tramite partnership con privati. Il rapporto è fondato su una corposa analisi di politica industriale e si pone il tema strategico di dove il Paese vuol essere tra 5-6 anni in termini di copertura e penetrazione della fibra per le comunicazioni. Le opzioni sono poste sul medesimo piano, la scelta toccherà al Governo.

Mi sembrano molto buone al momento, sopratutto la prima opzione. :)

Telefonica si prende tutta telecom? Si, forse, no

Sembra che ci siano delle grandi manovre in atto (come riportato dal quinta blog) per l’affaire telecom.

Ma a quanto pare (sempre sul quinta blog) oggi è un altro giorno. Il governo non sembra intenzionato a farla vendere (dichiarazioni di Berlusconi e Scajola) e si parla addirittura di scorporo e “golden share” da parte dell’on. Mario Valducci, presidente della IX commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera.

Scorporo e “golden share” su nuova società rete? Sono più che d’accordo!

Governo, Banda larga e Separazione Rete

Mi lamentavo qui che il sottosegretario Paolo Romani e il ministro Claudio Scajola non si applicavano troppo sulla Banda Larga ed affini, ebbene finalmente si sono applicati! Ma forse avrebbero fatto meglio a non occuparsene.. dichiarazione di Romani:

La separazione funzionale della rete Telecom non e’ una priorita’ del governo italiano. [..] lo scorporo della rete puo’ essere preso in considerazione solo come ‘rimedio eccezionale’.

Romani parla di separazione funzionale non prioritaria, forse voleva dire societaria.. Comunque non mi sembra un passo avanti questo.

Per noi la priorita’ e’ realizzare nel piu’ breve tempo possibile le reti di nuova generazione, a partire da quella per lo sviluppo della banda larga, che richiede investimenti per 10-15 miliardi di euro nei prossimi anni. Questa e’ per noi la questione fondamentale e la principale preoccupazione.

Su questo non si può essere che in accordo ma se lo si vuole fare solo con Telecom non credo sia la migliore via (anche perché in Germania si stanno avendo molti problemi con l’UE). Servirebbe un consorzio di operatori che si occupi della nuova rete (e perché no, anche una partecipazione statale non sarebbe un delitto ma quasi una necessità ) ma lo si deve fare partendo da quella attuale per la gran parte di proprietà della Telecom, ergo separazione prima per “ammodernare” poi. Speriamo di andare presto in questa direzione e non nell’altra che porterebbe solo “guai” con la UE.

Banda Larga: chi se ne occupa?

Digitando su Google News “Paolo Romani banda larga” o “Scajola banda larga” i risultati sono alquanto scoraggianti, mentre se digitiamo “Paolo Romani tv” notiamo che c’è una notevole differenza.

Magari succede questo perchè il governo è all’inizio del suo mandato ma al momento questa situazione desta un pò di preoccupazione. Il sottosegretario Romani sembra che si occupi solo di tv anche se dovrebbe avere la delega per tutte le comunicazioni e non solo una parte di esse. il ministro Scajola invece sembra non far altro che annuire alle richieste dei vertici di Confindustria.

E’ questo l’impegno del governo per la banda larga? Mi sembra un pò poco..

Beh, almeno c’è Calabrò (Agcom) che in questi giorni ha rilasciato interviste a non finire sulla banda larga e NGN.


 

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