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E se la gamba và in cancrena?

Bernabè risponde ad una intervista su libero :

A chiedere lo scorporo della rete sono adesso i vostri stessi azionisti a cominciare dalla Findim della famiglia Fossati. Sostiene che senza la rete e con molti meno debiti l’azienda ne guadagnerebbe in dinamismo.

«Telecom sarebbe più dinamica senza la rete? E’ come dire che per rendere più agevoli i movimenti di una persona bisogna tagliargli una gamba».

Sappiamo tutti in che condizione è la rete in italia e questo dimostra che Telecom  non ha voluto o non è stata capace di mantenere una buona manutenzione della rete d’accesso, che, quindi, sta andando in cancrena e c’è bisogno che qualcuno operi affinchè si salvi il “paziente” (anche se non fosse d’accordo).

Prima di questo bernabè toglie fuori una nuova scusa ovvero ci fà sapere che in italia non si possono fare alcune centrali perchè sarebbero abusive! Sindaci che aspettate? Cambiate il piano regolatore e telecom vi fà una centrale nuova e non avrete più problemi di banda larga! (consiglio a Bernabè di  continuare ad insistere su quella classica della alfebetizzazione).

Nel frattempo anche Google ha fatto sentire la sua voce e lancia (forse provocando) anche in italia i white spaces ovvero il wifi 2.0 sulle frequenze tv.

Telecom sperimenta EFM a L’Aquila?

Il sito del wholesale telecom ha nuove voci tra cui “ADSL su DSLAM Ethernet Full da Armadio fino a 7 Mbit/s”. Nel 2007 in un notiziario tecnico di TI si legge che la banda dei minidslam potrebbe essere aumentata fino a 45Mb lordi usando ethernet su doppino (o EFM).

L’EMF non ha problemi di distanza poichè si possono utilizzare dei ripetitori per portare la banda necessaria al minidslam. Ora, sembra che questo si stia realizzando all’Aquila. La novità è che vale anche per i minidslam per armadio.

Un neo, abbastanza tangibile però,  è che bisogna collegarsi alla rete OPM di telecom affinchè la soluzione sia implementata e quindi, se non ho capito male, essere in cascata con un altro dslam ethernet.

Se qualcuno ha ulteriori notizie, smentite o conferme, sono ben accette.

Nascerà Broadband Italia Spa?

Forse un pò ce lo auguriamo tutti

dopo 10 anni di gestioni disastrose precedenti all’attuale.

secondo l’Asati che raggruppa i piccoli azionisti telecom.

Gli ultimi rumors ci dicono che il 2 dicembre Bernabè potrebbe far nascere

Broadband Italia Spa, una nuova societa’ dotata di 3,9 mln di chilometri di fibra ottica e 15 mila lavoratori e destinata a operazioni di valorizzazione, come l’ingresso di altri soci dalla Cassa depositi e prestiti, al fondo F2i o ogni altro investitore pubblico o privato interessato a investire nella banda ultralarga.

Le premesse mi sembrano buone. Risorse pubbliche e risorse private (ex pubblico) per potenziare le infrastrutture di tlc del paese e portare finalmente la fibra nelle case degli italiani. Peccato però che questo non sarà mai realmente per tutti ma comunque molto dipenderà dal pubblico.

Si legge anche che telecom voglia vendere una sua partecipata tedesca (che và molto bene), Hansenet, a telefonica. Che sia questo lo scotto da pagare affinché si scorpori la rete?

Nel frattempo l’unione europea diffonde i nuovi dati sulla banda larga e l’italia non mi sembra che possa vantarsi della sua posizione, sempre al di sotto della media europea come penetrazione e con una quota molto alta del monopolista.

Montagnoli e Nizzi: fotografia del digital divide

Alla Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera il 25 settembre 2008 gli onorevoli Montagnoli e Nizzi ci fanno una fotografia del digital divide in italia. Ecco alcuni stralci dei loro interventi. Cominciamo con Montagnoli:

[..]Sul territorio questa copertura del 96% di adsl sinceramente non la vedo, e qui le parlo
da cittadino e le parlo anche da sindaco rappresentandole da un bel pò di anni le lamentele
continue dei cittadini e dei tantissimi amministratoti che non hanno nessun punto di
riferimemto non hanno risposte da telecom non si sa con chi parlare
,
da anni ci dicono che non ci sono i soldi che non fanno interventi sulle linee vecchie
vengono in comune a chiederci a noi sindaci di fare gli interventi, ci sono le centrali
presenti anche nel nostro territorio che non danno più numeri fissi, di telefonia fissa
,
siamo al limite, per cui rappresento soprattutto nella zona di Verona una realtà dove in
tantissimi casi manca l’adsl e tutte le [...](aziende?) si stanno attrezzando con
operatori diversi ma l’ opinione che il cittadino ha di telecom le
assicuro è pessima
. Per cui ritengo che a questo punto bisogna fare un salto, è compito
nostro, della maggioranza, dare un segnale perchè il mercato è stato bloccato dalla
posizione dominante di telecom e non è più procastinabile questa scelta
, dobbiamo assumerci
noi le responsabilità perchè vogliamo dare dei servizi alle aziende ai cittadini del nord
e del sud italia.

Poi Nizzi:

[..]Mi associo a quanto già detto il collega (montagnoli), anch’io ho fatto dieci anni
il sindaco in una piccola realtà a nord est della sardegna ad olbia,la zona industriale
di olbia, 500 aziende attive, è una vergogna che telecom non abbia provveduto a portare
l’adsl, non si può lavorare, le aziende non possono nè svilupparsi e nè partecipare a
quel piccolissimo prodotto interno lordo
dapprima regionale poi nazionale. Lo stato di
abbandono delle infrastrutture aeree, vengono fatte nuove strade, e i pali della telecom
rimangono dove sono perchè nessuno risponde perchè nessuno sà cosa fare come per
spostare un cavo e rimangono in mezzo alla città
. Noi come sindaci investiamo centianaia
migliaia di euro come cittadini, sardi, e poi la telecom non sposta un cavo. Siamo arrivati
fino all’abbattimento forzato dei pali per cercare di sollecitare telecom e questa è
una cosa che ci dispiace enormemente
[..]

Ovviamente l’interlocutore d’eccelenza a cui si rivolgevano era l’a.d. di telecom, Bernabè, che ha risposto:

Comincio dagli ultimi due interventi mi sembrano molto critici e su quali io devo dire
ho fatto una riflessione critica e autocritica fin da quando sono entrato in telecom italia
avviando immediatamente un processo di riorganizzazione dell’attività dedicata al controllo
della qualità e incentivando fortemente il miglioramento sul piano della qualità
, quindi
direi che queste proteste sopratutto a livello locale sono legittime sono da noi recepite
io personalmente e tutti i miei dirigenti hanno l’impegno di dedicare la massima attenzione
al problema del superamento delle carenze della distribuzione dell’adsl sul territorio
nazionale
, ho detto quali sono i nostri piani a questo riguardo e
direi che la nostra attenzione nei prossimi anni sarà dedicata a questo. Noi prevdeiamo
di spendere molti miliardi nei prossimi anni per il completamento della rete purtroppo
ci sono delle aree del territorio dove la rete per l’architettura originaria di rete ha
difficoltà a portare una banda sufficiente, però diciamo è un tema che è ben all’attenzione
e sul quale stiamo intervenendo
. Devo dire peraltro che questo dev’essere messo a
confronto con gli interventi fatti dagli operatori alternativi perchè giustamente da parte
di tutti ci si lamenta nei confronti di telecom italia quando tutti avrebbero la possibilità
lapossibilità d’intervenire e di fare gli investimenti. Il sistema dopo 10 anni di
liberalizzazione, posso anche ammettere che all’inizio del periodo diciamo l’atteggiamento
da parte di telecom italia e del sistema non fosse aperto alla concorrenza ma negli ultimi
anni l’apertura nei confronti della concorrenza c’è stata ed è stata molto forte
.
Questa apertura che oggi consente a qualsiasi dei nostri competitor di entrare  nelle nostre
centrali e mettere dei dslam e fare degli investimenti sulla banda larga non ha portato ad
ampliare le nostre reti[...] Ad olbia e forse da qualche parte in provicia di verona non ci
sono dei competitors che sono desiderosi di entrare quindi la responsabilità e la domanda si
sviluppa nei confronti di telecom italia
. Noi ne prendiamo atto, ne prendiamo atto con il
doveroso impegno che sentiamo nei confronti del paese per migliorare la nostra presenza e
devo garantirvi e asscurarvi che siamo tutti fortemente impegnati.[...]
La nostra rete è una delle più moderne d’Europa, c’è un problema di diffusione territoriale
e questo è un problema di cui noi sentiamo fortemente la responsabilità ma certamente uno
dei problemi che noi non abbiamo è quello di moderninazzare tecnologicamente e
archetittonicamente la nostra rete
.[..]

Bene, i due membri della commissione hanno evidenzato in maniera molto chiara ciò che succede in italia e quale sia lo stato della rete, del muro di gomma che si ci trova a fronteggiare e del non avere un referente di zona a cui rivolgersi, zone industriali trascurate etc… ed è questa ancora la realtà delle cose anche se Bernabè afferma il contrario.

E’ vero lui è da poco in telecom, quindi gran parte della colpa non è sua, ma interventi concreti non mi è parso di scorgerli se escludiamo le dichiarazioni già fatte. Poi fà una dichiarazione (vera) riguardante i problemi di architettura della rete che blocca lo sviluppo della banda larga ma alla fine di questo stralcio si legge che la rete è moderna e non ha problemi. Forse Bernabè non ha le idee molto chiare, oppure mente spudoratamente..

Sottolinea più volte l’impegno di telecom ma vorrei, e penso che tutti i digital divisi vorrebbero, “più fatti e non pugnette” come dice un famoso comico di zelig, quindi più attivazioni e più pianificazioni più zone raggiunte dal servizio della banda larga.

Bernabè incontra la blogosfera

Bernabè alle 16:00 incontrerà la blogosfera in occasione di Blogfest2008

Io una mail gliela mando, e tu?

Telefonica si prende tutta telecom? Si, forse, no

Sembra che ci siano delle grandi manovre in atto (come riportato dal quinta blog) per l’affaire telecom.

Ma a quanto pare (sempre sul quinta blog) oggi è un altro giorno. Il governo non sembra intenzionato a farla vendere (dichiarazioni di Berlusconi e Scajola) e si parla addirittura di scorporo e “golden share” da parte dell’on. Mario Valducci, presidente della IX commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera.

Scorporo e “golden share” su nuova società rete? Sono più che d’accordo!

Nuovo Progetto ADD: Soluzione anche per i muxati in rame?

Sul sito del wholesale di TI (telecom italia) è riportata la news che è stata postata anche sul forum di add.

In particolare la news recita:

a) MINIDSLAM ATM PER ARMADIO (installati su apparati in rete di distribuzione)

Si tratta di apparati miniDSLAM ATM ingegnerizzati per fornire ADSL negli armadi stradali della rete di distribuzione in cui sono attualmente presenti delle Unità di Commutazione Remota. Sono rilegati alla centrale di competenza mediante flussi Nx2 Mbit/s su rame.

La copertura geografica di detti apparati è pertanto a livello di area armadio.

Si riportano di seguito le caratteristiche tecniche salienti:

* sull’apparato sono disponibili solo accessi ADSL 640/256 kbit/s e potrà essere possibile la fornitura di servizi con MCR massimo pari a 5, 10 o 20 kbit/s;

* l’apparato non è utilizzabile per l’interconnessione al DSLAM.

Bhè per prima cosa direi.. Finalmente!!! Poi però l’entusiamo viene strozzato dal fatto che si tratta di un minidslam per armadio il chè non fà ben sperare per la qualità e prestazioni delle connessioni (vedi qui).

Al momento sto cercando di capire se l’apparato sia il fantomatico axh-s1 della marconi (ci sono notizie molto scarne su di esso e non so nemmeno se sia adatto agli armadi) di cui si rumoreggiava qualche tempo fà, per sapere quante porte saranno disponibili.

Governo, Banda larga e Separazione Rete

Mi lamentavo qui che il sottosegretario Paolo Romani e il ministro Claudio Scajola non si applicavano troppo sulla Banda Larga ed affini, ebbene finalmente si sono applicati! Ma forse avrebbero fatto meglio a non occuparsene.. dichiarazione di Romani:

La separazione funzionale della rete Telecom non e’ una priorita’ del governo italiano. [..] lo scorporo della rete puo’ essere preso in considerazione solo come ‘rimedio eccezionale’.

Romani parla di separazione funzionale non prioritaria, forse voleva dire societaria.. Comunque non mi sembra un passo avanti questo.

Per noi la priorita’ e’ realizzare nel piu’ breve tempo possibile le reti di nuova generazione, a partire da quella per lo sviluppo della banda larga, che richiede investimenti per 10-15 miliardi di euro nei prossimi anni. Questa e’ per noi la questione fondamentale e la principale preoccupazione.

Su questo non si può essere che in accordo ma se lo si vuole fare solo con Telecom non credo sia la migliore via (anche perché in Germania si stanno avendo molti problemi con l’UE). Servirebbe un consorzio di operatori che si occupi della nuova rete (e perché no, anche una partecipazione statale non sarebbe un delitto ma quasi una necessità ) ma lo si deve fare partendo da quella attuale per la gran parte di proprietà della Telecom, ergo separazione prima per “ammodernare” poi. Speriamo di andare presto in questa direzione e non nell’altra che porterebbe solo “guai” con la UE.

Telecom alza gli scudi

..per difendere il suo monopolio di fatto anche nella NGN.

Dal Quinta’s weblog :

Quella di Pupillo di Telecom Italia trasuda rimpianti monopolistici da ogni slide. Una su tutte:

The best option for in house wiring is to encourage market forces to find out the right balance. In fact infrastructure sharing can be the result of freely negotiated agreements rather than the outcome of a regulatory intervention.

Ovvero, secondo TI: il modo migliore per raggiungere le abitazioni all’interno dei palazzi è di lasciare la cosa alla trattativa commerciale tra le parti, senza intervento regolamentare.

Perfetto: secondo voi cosa risponderebbe Telecom alla domanda “posso sfilarti il rame in questa casa e infilare la mia fibra ?

Ma risponde

Logica CMG (l’importante società di consulenza nel settore)

Immagine_1


“Accettare che l’idea di competizione sulle infrastrutture e’ bacata”.

“Regolare il monopolio naturale nelle infrastrutture”

“Spingere servizi aperti e in competizione”

Come non essere d’accordo? (Con Logica s’intende ;) )

Progetto ADD Telecom Italia

Come molti sanno in Italia c’è un grosso Digital Divide (abbreviato anche come “DD”) soprattutto nelle aree rurali (ma non solo) ed è stato sottolineato anche dalla commissaria europea per le TLC Viviane Reding poichè solo il 50% di coloro che abitano nelle suddette aree possono usufruire della banda larga.

Finalmente Telecom Italia si è “svegliata” e nell’agosto del 2006 ha dato vita al “Progetto anti digital divide” che prende il nome dall’associazione Anti Digital Divide (abbreviata anche come “ADD”), che non ha niente a che vedere con Telecom Italia e che si batte per eliminare questo annoso problema oramai dal 2003.

Voi direte “Bene!” ed invece non è proprio così. Chi usufruisce del “Progetto ADD” di Telecom Italia non è così contento poichè:

  • può navigare con un PCR di soli 640kbps di downstream;
  • gli accessi disponibili sono limitati a 50/100 utenti;
  • in molte ore della giornata il servizio è paragonabile ad un modem 56k;
  • paga come una 7M, cioè 19.95€ al mese.

Praticamente il monopolista di fatto delle TLC italiane, incrementa “statisticamente” la copertura Adsl e perde poco o niente nell’offrirla a questi clienti ritenuti commercialmente “non appetibili”, ma di fatto se i clienti che attivano questa offerta sono tanti il servizio non funziona poichè la banda totale disponibile non è adeguata ed essi tornano ad essere digital divisi e non in banda larga come TI (Telecom Italia) vuol far credere.

Recentemente Telecom Italia in un suo notiziario tecnico ha “ammesso” che il servizio non funziona ed ha studiato nuove soluzioni, ma ne parleremo in una nuovo post così come parleremo anche dei minicab per chi è sotto mux/ucr.


 

maggio: 2012
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